PUNTI D'INTERESSE
• Area faunistica del capriolo: sita nel territorio
di Galati Mamertino, si tratta di un percorso ad anello che si snoda lungo
un sentiero caratterizzato dalla presenza di molte fra le specie più
rappresentative del Parco. Durante il percorso sarà possibile imbattersi
in animali che vivono allo stato brado e in un gruppo di caprioli ospitati
per finalità di ricerca scientifica.

•
Cascate del Catafurco: le acque del torrente S. Basilio,
nel territorio di Galati Mamertino, precipitano fragorosamente tra rocce calcaree
aspre, come in una sorta di orecchio di Dioniso. Il movimento vorticoso ha
fuso e scavato le rocce creando una cavità chiamata Marmitta dei Giganti.

•
Rocche del Crasto: si tratta di massicce formazioni
rocciose di natura calcarea che ricadono nel territorio di Longi, Alcara Li
Fusi e S. Marco D’Alunzio, dalle quali si può godere di uno splendido
e suggestivo panorama.
•
Lago Maulazzo: è un invaso artificiale di circa
5 ettari situato alle pendici nord-orientali del monte Soro. Inserito nell’
incantevole faggeta di Sollazzo Verde, ha acquistato notevole importanza paesaggistica.
•
Lago Biviere: il lago ha una superficie di circa 18
ettari ricadenti all’interno del comune di Cesarò. Caratterizzato
da una splendida e ricca vegetazione e da piccoli isolotti vegetazionali presenti
nella parte centrale, il lago è oggetto di nidificazione di numerose
specie di uccelli acquatici. Da segnalare un fenomeno naturale che si verifica
nei mesi estivi, quando le acque del lago si colorano di rosso per la fioritura
di una microalga chiamata scientificamente Euglena sanguinea.

•
Castello dell’Impallaccionata: realizzato con
blocchi di pietrame, si tratta un accurato edificio nobiliare meglio conosciuto
con il nome di Casina di pietratagliata che costituisce un valido esempio della
tipologia costruttiva di inizio secolo.
•
Leccette di Zerbetto, Malo Passo, Fossa del lupo: si
trova nel territorio del comune di S. Fratello, ed è molto particolare
sia perché si tratta di un Leccio che si estende in un raggio di circa
250 ettari e la specie sui Nebrodi non costituisce mai soprassuoli di così
vasta estensione, e anche perché si verifica, nella successione altitudinale,
un singolare fenomeno chiamato “inversione vegetazionale”: la lecceta
si rinviene ad una quota insolitamente elevata.
•
Monte Soro: è la cima più alta dei Nebrodi
che offre un panorama vasto e indimenticabile. Durante un’escursione in
questo luogo, si consiglia di visitare il monumentale Acero montano, uno dei
più grandi d’Italia ( 22 metri di altezza e circa 6 metri i circonferenza).
•
Bosco di Mangalaviti – Serra del Re: sono luoghi
di straordinaria bellezza e grandissima suggestione situati nel territorio del
comune di Longi e del comune di Bronte. Sia alle quote inferiori che a quelle
più alte, senza soluzione di continuità, si trovano fittissime
ed imponenti faggete, inoltre, la vegetazione ripariale lungo i numerosi corsi
d’acqua è particolarmente ricca.