VEGETAZIONE
Un tempo i Nebrodi erano un’unica, grande, straordinaria, suggestiva,
foresta, oggi sopravvivono vasti lembi di tale foresta, che costituiscono
un paesaggio vegetale rigoglioso. Gli Arabi definirono i Nebrodi “ un’isola
nell’isola”, ed il motivo appare chiaro al visitatore, che per
la prima volta, si accinge a scoprire questo territorio: ricchi boschi suggestivi,
ampi e verdi pascoli d’alta quota, silenziosi laghi e torrenti fluenti
contrastano con l’immagine più comune di una Sicilia arida ed
arsa dal Sole. Una così vasta concentrazione di boschi vale ai Nebrodi
l’appellativo di autentico “polmone della Sicilia” che,
insieme all’alto livello stagionale di precipitazioni, esercita un’importanza
fondamentale nel sistema climatico e idrogeologico dell’intera isola.
Nel piano altitudinale inferiore o piano mediterraneo la vegetazione spontanea
nelle zone più impervie è costituita da lecci e boschi di sugheri.
Nelle zone coltivabili sono state impiantate invece colture quali: oliveti,
vigneti e noccioleti. Ma ciò che in particolare contraddistingue questo
piano è, senza dubbio, la macchia mediterranea caratterizzata da alberelli
ed arbusti sempreverdi: perastro, roverella, olmo, frassino minore, rovo,
sorbo. Nel piano supramediterraneo (1.100-1.400 m), il faggio domina le zone
più elevate, mentre le pendici si ammantano di querce caducifoglie
quali la roverella e il cerro. Là dove il sole e il clima lo consentono,
si formano boschi talora inframmezzati da pascoli e radure, le cui spettacolari
fioriture si prolungano fino a estate inoltrata. Esiste poi una fitta vegetazione
ripariale che cresce a ridosso dei corsi d’acqua e di cui l’elemento
più caratteristico è certamente la canna di palude; una interessante
vegetazione rupicola, che riesce a svilupparsi nelle zone rocciose e colora
le rocce calcaree da valeriana rossa, bocca di leone e lentisco. Nel territorio
sono anche ampiamente diffusi aspetti di macchia a ginestra odorosa.
