ALCARA LI FUSI
- DESCRIZIONE
Il comune conta 2.962 abitanti distribuiti su 6.236 ettari di territorio per
una densità abitativa di 47 abitanti per kmq. Sorge su una zona collinare
posta a 398 metri sul livello del mare, adagiato sulle pendici meridionali
della Rocca Trafora, appartenenti al complesso dolomitico delle Rocce del
Crasto, le cui pareti rosate conferiscono a questa piccola cittadina un fascino
particolare. Le origini di Alcara sembrano risalire al XII sec. a.C., fondata,
secondo la leggenda, da Patrono il Turiano, compagna dell’eroe omerico
Enea, giunto in Sicilia dopo la fuga da Ilio. Qui, infatti, sbarcò
nel tratto di spiaggia che va da Acquedolci a S. Agata di Militello, dirigendosi
poi con i suoi compagni nell’entroterra e costruendo un castello ( Castel
Turio). Diede cosi’ vita al primo nucleo di Alcara, conteso poi negli
anni da Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Spagnoli e Borboni per
la sua favorevole posizione strategica.
Il nome del paese deriva dall’arabo Al- Qarah che significa “quartiere”,
mentre l’appositivo Li Fusi ha origine dalla produzione di fusi tipica
della zona, usati anticamente per filare lana, cotone e canapa.

- COME ARRIVARE
In treno:
Fermata alla stazione di S. Agata di Militello posta a 16 km da Alcara.
In auto:
Proseguendo per l’autostrada A20, Alcara è situata a 21 km dalla
Strada Statale 113 che collega Trapani e Messina ma si trova anche nelle vicinanze
della Strada Statale 289 che attraversa il tratto tra S. Agata di Militello
e Cesarò.
In Aereo:
L’aeroporto più vicino è il Filippo Eredia di Catania
– Fontanarossa posto a circa 148 km da Alcara, raggiungibile poi con
i quotidiani mezzi di collegamento qui presenti.

TRADIZIONI
24 giugno: Festa di S. Giovanni o festa del Muzzuni, la più antica del
mondo Occidentale, un incrocio tra le feste arcaiche pagane che si svolgevano
in onore della Madre Terra, ovvero Dèmetra e i riti orfici, si celebra
infatti da 4 mila anni. In realtà la preparazione della festa comincia
il 13 giugno quando le giovinette pongono dei chicchi d’orzo dentro ciotole
inumidite e le conservano sotto le “quadrare” di rame al riparo
dalla luce, per ottenere i “lavuri”.
Il nome della festa deriva dai mozziconi di anfore, abbelliti con collane e
spighe di grano, posti sopra degli altarini collocati nelle piazze, dove sopraggiungono
le stesse fanciulle, all’imbrunire del 24 giugno.
Come detto prima, questa era un antico rito propiziatorio alla fertilità,
ma anche all’amore, già influenzato dagli antichi culti della religioni
cristiana: infatti, una brocca mozzata, senza collo, paganamente riempita di
frutti della terra, è il simbolo della decapitazione di S. Giovanni Battista.
Durante la festa, che dura sino a tarda notte, si beve, si canta e si intrecciano
fidanzamenti.


- DA VEDERE
• Quartiere Motta, caratterizzato dalla tipica disposizione araba, si
possono ammirare la torre e tracce delle mura del Castello Turiano , con annessa
l’antica Chiesetta di S.S Trinità.,
• Chiesa della Madonna del Rosario si raggiunge anche il Monastero detto
anche Badia delle Vergini Benedettine
• la Chiesa di S. Panataleone risalente al 16 sec.; qui è possibile
ammirare delle tele raffiguranti Sant’ Antonio Abate, di cui vi è
anche una fontana barocca con annesso lavatoio,i S.S Cosma e Damiano, S. Pantaleone
e il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino.
• Chiesa Madre di S. Giuseppe, opera medioevale del ‘500, dove
è custodita un’urna argentea di P. Guarna del 1581
• la Chiesa del Rogato dove si conserva un prezioso affresco bizantino
• la Chiesa del Calvario
• la Chiesa Madre dedicata a Maria S.S Assunta, che presenta un tiburio
ottogonale ed è affiancata ad uno splendido campanile merlato e cuspidato.
Da ammirare sono anche le Grotte del Lauro, cavità carsiche poste sulle
Rocche del Crasto, caratterizzate da un’ampia camera d’ingresso
dove sono visibili stupende e grandi stalattiti e stalagmiti.

- NUMERI UTILI
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Municipio: 0941 703010
Guardia medica: 0941 793383
Carabinieri: 0941 793073
Ente Parco dei Nebrodi: 0941 793904